sabato 25 aprile 2009

Ridiamoci su...

Perchè non è certo un bel periodo.
Perchè si, ho ripreso a correre (stamane un lipidico di tredici km, agile e molto facile a 4',30/km), ma mai come in questi giorni, vivo sulla mia pelle il mutare inevitabile delle priorità.
E' un' altalena.
Ci son stati periodi, e penso sia accaduto a tutti, che vivevo per lo sport.
Per alcuni poteva essere il lavoro, per altri la propria automobile, per altri ancora il successo.
Poco cambia.
Ai tempi correvo in bici, e non c'era null' altro che potesse interessarmi.
Tutto era finalizzato a lei, la bicicletta.
Come? Se ero fidanzato?
Certo che si.
Conciliavo ogni cosa: uscite con gli amici, la ragazza, le vacanze, il lavoro.
Non avevo troppi pensieri e l' unico "impegno" era quello di allenarmi bene, tutti i giorni, e menare a più non posso la domenica.
Poi la vita cambia, succedono cose, le subiamo, ci entrano dentro, e lo scorrere dei nostri giorni prende strade nuove.
E cambiano le priorità. Gli interessi posson rimanere gli stessi, ma è lo spirito con cui si affrontano che muta.
E così può succedere che un bel giorno, nonostante hai una voglia matta di correre, perchè sei reduce da un lungo infortunio, nonostante vorresti rientrare alla grande, dimostrare che sotto l' ora e diciotto sulla mezza c' arrivi senza troppa fatica, può succedere che qualcosa più grande di te, d' immenso, che da troppo tempo era latente dentro il tuo animo, tutto ad un tratto esploda.
E non importa cosa provoca.
Non importa se la deflagrazione rade al suolo qualunque cosa trovi sulla sua onda d' urto.
Non importa se costa dolore, sforzo immane e anche innaturale.
In quel momento, quello che vedi, quello che senti dentro, è il tuo "essere umano", nella sua completezza, nel suo sano egoismo, nella sua assoluta ricerca dell' essere felice.
A qualunque costo.

3 commenti:

Furio ha detto...

Perseguire la felicità è un nostro diritto Andrea.. non penso sia egoismo provare a cercarla.

La Polisportiva ha detto...

bel post, bel blog, ti linko! Ciao

Anonimo ha detto...

La felicità non è una meta, un punto d'arrivo, una destinazione. E'semplicemente un modo di viaggiare, un attraversare il quotidiano prendendo il meglio di quello che ci offre, con semplicità, con naturalezza, con la convinzione che quanto c'è di bello da vivere è lì, in quel momento, tra le tue mani, e non altrove. L'unico viaggio che ne valga la pena è sempre e comunque quello dentro se stessi, quello che obbliga al confronto, alla crescita, che porta alla gioia di essere quello che siamo, senza che ci sia bisogno di contrapporsi a qualcuno per sentire squillare il nostro essere più vero. L'altrove è sempre più affascinante di ciò che ci scorre tra le mani, nella sua banale crudezza. Ma il viaggiatore sa che la vera gioia è lì, nel sentirsi a casa, nel sapersi sentire, finalmente, a casa.tvb